La struttura e lo sviluppo 


La conchiglia, da sempre, affascina l'uomo. Ma che cosa è effettivamente questo "guscio" che contiene il mollusco? Da cosa è composta, come cresce e si sviluppa, da cosa dipendono le forme e i colori?
Tutte queste domande rappresentano per il collezionista un grande interrogativo, che alimenta ancor di più il fascino ed il valore delle conchiglie.
Il processo di formazione della conchiglia è praticamente identico in tutti i molluschi. Fin dallo stadio embrionale, nella regione dorsale del mollusco vi sono delle cellule ghiandolari che hanno il compito di creare la conchiglie. Spetta poi al mantello o pallio, che si estende per quasi tutta la grandezza del mollusco, di determinare il successivo accrescimento. Più precisamente un gruppo di ghiandole disposte lungo il margine del mantello secernono il materiale responsabile dell'accrescimento in lunghezza della conchiglia. Invece, l'aumento in spessore è causato dall'attività delle cellule della stessa epidermide del dorso.
La conchiglia dei molluschi è essenzialmente costituita da carbonato di calcio e suddivisa in strati sovrapposti, di cui il più vecchio è quello esterno, il più giovane l'interno.
Si distingue uno strato esterno costituito da una sostanza organica, detta conchiolina, chiamato periostraco, che ricopre tutta o quasi la conchiglia. Sotto il periostraco si trova lo strato prismatico, e uno, ancora più interno, detto strato lamellare: questi due costituiscono l'ostraco, che è lo strato mediano e principale. Un ultimo strato è l'ipostraco o strato madreperlaceo, che è a contatto con la cavità palleale. L'ostraco e l'ipostraco sono caratterizzati da deposizioni di materiale minerale.
La parte più esterna, dunque, secerne il periostraco, mentre le altre provvedono all'accrescimento in spessore e lunghezza della conchiglia.
Come già osservato, la sostanza principale che costituisce la conchiglia è il calcio. Esso è presente in forma ionica (dissociata) nell'ambiente circostante, acqua, marina o dolce, e terreno. Viene pertanto prelevato dallo stesso mollusco che lo trasferisce per via sanguigna al mantello e di qui al liquido extrapalleale, posto nello spazio fra il mantello e la conchiglia. E' a questo livello che si forma il carbonato di calcio, che viene inglobato dalla conchiolina, la quale, oltre aformare il periostraco, agisce come "collante" che cementa i prismi.
Infine, il carbonato di calcio, cristallizza, nella conchiglia, in due forme: la calcite e l'aragonite. La struttura di una conchiglia è data proprio dalla natura e dal tipo di aggregazione dei cristalli: a seconda di come essi sono disposti l'aspetto cambia.
Si distinguono, in sostanza, otto tipi di strutture delle conchiglie e nella maggior parte di esse si incontrano solo un paio di queste strutture disposte in strati:

  • la struttura prismatica forma in molti molluschi, come i Bivalvi, lo strato intermedio della conchiglia;
  • la struttura a lamelle incrociate, presente sia nei Gasteropodi che nei Bivalvi, è data soprattuto dall'aragonite;
  • la struttura madreperlacea, che è costituita da lamelle di aragonite parallele alla superficie interna della conchiglia;
  • la struttura fogliare, presente in alcuni Bivalvi, come i pettinidi, gli spondilidi, ect, è molto simile alla madreperlacea ed è chiamata, quindi, pseudomadreperlacea;
  • la struttura granulare è abbastanza rara ed è costituita da granuli di aragonite e di calcite; esempio tipico è l'osso di seppia;
  • la struttura omogenea e quella incrociata sono infine molto rare.

Da quanto esposto fin qui, si capisce che la conchiglia non è un tessuto "vivo", cioè vascolarizzato: non ha perciò il potere di riparare eventuali danni o di rigenerarsi. Mentre l'animale cresce, ciascuno strato di conchiglia si estende sopra e davanti a quello precedente. La superficie esterna risulta spesso segnata da linee di accrescimento, che servono per stabilire l'età.

L'aspetto più affascinante delle conchiglie è certamente la colorazione (talvolta sgarginate e pittoresca, talaltra un pò più anemica) e la forma.
I colori sono presenti nella conchiglia e nel periostraco sotto forma di pigmenti. Le cellule cromatogene sono concentrato soprattutto nel mantello, il quale trasferisce i pigmenti alla conchiglia  appena sono secreti dalle cellule. La diversità dei colori è data da quattro tipi di pigmenti: carotenoidi (gialli), porfirine (verdi), melanine (nere o brune), indigoidi (blu e rossi).
La distribuzione dei colori è il risultato della deposizione di pigmenti da parte delle cellule cromatogene, e della disposizione di esse lungo il mantello. Se queste sono distribuite regolarmente e la loro attività secretrice è continua durante la crescita, si avrà una conchiglia con colori uniformi. Invece, un pigmento depositato solo in un punto del mantello, produrrà una linea colorata. Inoltre, se l'attività delle cellule cromatogene è periodica, le linee si spezzano. Quando le cellule cromatocene sono assenti o inattive, la conchiglia sarà bianca.
Anche per quanto riguarda gli ornamenti, le conchiglie sono una incredibile fonte di meraviglia.
Esse possono essere lisce o semplicemente frastagliate o addirittura possono presentare degli stupendi ornamenti. Queste sculture ornamentali si formano durante la crescita.
La presenza di nervature, tubercoli, spine dipende dal fatto che la secrezione non è uniforme: dove questa è minore, la conchiglia resta più sottile, mentre dove è maggiore, si ispessisce creando le sculture. A loro volta, poi, le sculture possono essere regolari o irregolari a seconda che la secrezione calacarea sia costante oppure incostante.

Alessandro Petronzi