La Pulizia delle conchiglie 


La pulizia di una conchiglia e' cosa fondamentale per la sua conservazione.
Innanzitutto occorre che ogni esemplare da porre in collezione sia perfettamente pulito, ossia che non conservi tracce più o meno consistenti del mollusco.
Per gli esemplari raccolti morti è sufficiente dapprima un semplice lavaggio con acqua per lavare via eventuali residui di sabbia e alghe.
Dopodichè è possibile immergere i molluschi in acqua fredda a cui viene aggiunta una percentuale del 20% 30% di candeggina. Essa servirà a rimuovere i residui organici. Tuttavia attenzione al tempo di permanenza: esso è funzione crescente della grandezza della conchiglia. Un tempo troppo lungo infatti offuscherà la colorazione dell'esemplare. Il metodo della varechina è comunque escluso per conchiglie con particolare colorazione accentuata (come ad esempio le cypree o le olive). Inoltre lo stesso metodo è escluso per i bivalvi che abbiano ancora integro il legamento: la candeggina infatti lo scioglierebbe. È purtroppo frequente che le conchiglie di certe Famiglie di Gasteropodi dalla spira piuttosto complessa, ovvero Cypree e Conidi in particolare, conservino tracce del mollusco, tracce che è necessario rimuovere, e non solo per una semplice questione di olfatto, ma affinché l'esemplare non debba soffrire presto di un processo di deterioramento difficile ad arrestarsi, e comunque deleterio per i colori della conchiglia. Esemplari in cui si sia accertata la presenza di qualche residuo possono essere innanzitutto ripetutamente "lavati" con acqua ossigenata, che attiva al contatto con la parte organica in decomposizione una effervescenza grazie alla quale, spesso, il residuo stesso viene espulso. Occorre fare attenzione che il liquido penetri fino in fondo alla spira, introducendolo lentamente magari con l'ausilio di una siringa,lasciare che l'acqua ossigenata faccia il suo effetto di solito cinque minuti sono piu' che sufficenti, dopo di che sciacquare la conchiglia con acqua fredda e se necessario ripetere eventualmente l'operazione piu' volte. Un sistema più radicale, qualora il primo sistema si riveli inefficace, consiste nel estrarre il mollusco con uncini e pinzette che ciascun collezionista si sarà procurato, con un pò di pratica e una buona dose di pazienza l'operazione non sarà complessa. Esistono altri sistemi piu' o meno efficaci uno di questi e quello di sepellire sotto uno strato di terra la conchiglia e lasciarla per un lungo periodo, la natura fara' il lavoro per noi, chiaramente questo sistema è da escludere per conchiglie con particolare colorazione accentuata (come ad esempio le cypree o le olive). Un'altro sistema questa volta per le Bivalve consiste nel farle bollire per alcuni minuti ( le valve si aprono quasi subito ) possibilmente in acqua marina, lasciare raffreddare lentamente l tutto e precedere alla pulizia.
Una volta che ogni residuo sia stato eliminato, occorre riservare un ultimo trattamento, da cui vanno eventualmente escluse tutte le specie a superficie esterna naturalmente lucida. Occorrerà passare un leggero strato di paraffina liquida sulla superficie, agendo con un panno assolutamente non abrasivo, ed eliminando ogni eccedenza di liquido. Tale trattamento fa risaltare notevolmente i colori, "cancella" eventuali leggere incrostazioni calcaree, protegge in maniera piuttosto efficace la conchiglia da umidità e siccità eccessive. Tale sistema presenta uno svantaggio, comunque risolvibile con facilità: la polvere che tende ad aderire alla conchiglia. Basterà ripetere l'operazione quando necessario. Le conchiglie a superficie naturalmente lucida, come Olive e Cipree, non necessitano di tale trattamento, che diventa invece indispensabile per conchiglie a scultura complessa, come Murici.