VONGOLA (Chamelea gallina) 




I nomi dialettali più usati per la vongola sono perrazza in Abruzzo, lupino in Campania, pavarazza in Friuli Venezia Giulia; concola nelle Marche, cocciola nelle Puglie, cappa gallina in Toscana e beverassa in Veneto. In alcuni regioni del Nord Italia, nel periodo tra le due grandi guerre, la vongola era considerata il
"cibo dei poveri": da qui i nomi dialettali di poveraccia o purazi. La vongola è un mollusco lamellibranco, con una conchiglia esterna formata da due parti distinte e uguali, dette valve. La conchiglia è composta dal carbonato di calcio che l’animale ricava dall’acqua di mare. Le due valve sono tenute insieme da un meccanismo a cerniera costituito da incastri. La valva ha forma triangolare arrotondata, più corta nella parte anteriore, con un margine interno finemente seghettato. L’interno delle conchiglie è liscio: la stria forma un’ansa dall’angolo orientato verso l’alto e impronte rotondeggianti segnano i muscoli adduttori. All’interno della conchiglia è presente il mantello con gli organi interni (branchie, cuore, centri nervosi, intestino, muscoli adduttori, organi riproduttivi, palpi labiali, sifone inalante ed esalante, stomaco).
La specie può raggiungere una dimensione massima di circa 4.5 cm, mentre è comune da 2.5 a 3 cm.
La colorazione esterna della conchiglia è grigia o bruno-chiara. Quella interna è bianca o giallastra, con sfumature violacee nella parte superiore e posteriore.
Le caratteristiche che permettono di distinguere tra loro le diverse specie denominate vongola, sono legate essenzialmente alla forma, alle dimensioni ed al colore delle conchiglie. Le specie simili più commerciali sono la vongola verace, la vongola verace filippina, introdotta per l’allevamento nei mari italiani nel 1983, il longone o lupino.

COME VIVE
La specie è presente soprattutto in fondi costieri sabbiosi, fino a 15 m di profondità. Predilige fondi composti di sabbie fini ben calibrate e vive, infossata, in comunità numerose.
Animale filtratore, la vongola si nutre di piccoli organismi planctonici vegetali o animali che cattura attraverso una delle due appendici (sifoni), che escono dalla conchiglia.
La specie ha sessi separati. La maturità sessuale è raggiunta al primo anno di vita (12 mm). Il periodo riproduttivo si svolge generalmente in primavera ed estate. I prodotti sessuali (gameti) vengono emessi direttamente nell’acqua, ove avviene la fecondazione. Dopo la schiusa, la larva conduce vita pelagica per 10-15 giorni e successivamente prende contatto con il fondo per iniziare la vita bentonica.

DOVE SI PESCA
Distribuita nei nostri mari, soprattutto in alto e medio Adriatico, la vongola è presente in tutto il Mediterraneo, nel Mar Caspio, nell’Atlantico orientale, dalla Norvegia al Marocco, e nel nord del Mar Rosso. La pesca professionale è effettuata soprattutto con draga idraulica (turbosoffiante) e, in misura molto minore, con rastrello da barca. Le zone di pesca in Italia sono l'Adriatico, soprattutto Alto e Medio, che fornisce circa l’85% del prodotto nazionale.
Il massimo quantitativo giornaliero concesso per la pesca è di 600 Kg (draghe idrauliche) e di 150 Kg (rastrelli). La taglia minima commerciale è di 2.5 cm.

IL CONSUMO
La vongola è una specie di buon interesse commerciale, venduta fresca (viva), surgelata (sgusciata) ed in scatola. Le carni sono buone e apprezzate dai consumatori. Dal punto di vista alimentare, 100 grammi di vongole fresche contengono circa il 10% di proteine, il 2,5% di grassi, il 2,2% di carboidrati. Notevole è l’apporto di sali minerali (calcio, fosforo, ferro) e vitamine (A e complesso B).

Articolo tratto da iniziativa pesca