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Nota sul genere ABRA |
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NOTA SUL GENERE Abra RIUNIONE DEL GRUPPO MALACOLOGICO ROMAGNOLO (FORLI'. 16/9/2001) Preparata da: P. Micali & M. Tisselli. Disegni P. Micali CHIAVE DI DETERMINAZIONE 1a valve subtriangolari, a denti e cavità laterali avvicinate ...................................................2 1b valve inequilaterali, inflate ................................................................................3 1c valve di forma allungata, subrostrate, iridescenti, con denti laterali e cavità obsolete......................4 2a forma variabile tra sub-triangolare con apice quasi centrale e sub-ellittica con apice spostato posteriormente. Lunghezza max. 30 mm .................................................................................... A. segmentum 2b forma subtriangolare con umbone subcentrale. Angolo apicale circa 120°. Margine posteriore più o meno troncato. Lunghezza max. circa 8 mm negli esemplari osservati, 14 mm in letteratura ...................................A. tenuis Differenze ![]() 3a vedi nota ..............................................................................................A. alba 3b forma posteriormente più angolata, condroforo molto stretto e allungato, vive oltre i 100 m di profondità ……………………………….…………...A. longicallus 4a Rapporto altezza/diametro circa 5, valve opache, umbone a circa 2/5 della lunghezza, posteriormente appuntita ……………………………..A. prismatica 4b Rapporto altezza/diametro circa 6, valve sottili e vitree, forma schiacciata, margine posteriore con una sorta di espansione appiattita, umbone in posizione centrale, forma ovale ...A. nitida Breve storia di A. alba e A. renierii Il taxon A. alba è basato su materiale fossile del Pliocene inglese. Tutti gli Autori successivi sono concordi nel determinare con questo nome la specie attuale vivente nei mari inglesi. Tellina apelina Renier, 1804 è basa su materiale attuale dall'Adriatico. Poiché questo nome è preoccupato da una specie esotica di Gmelin, due Autori propongono un nuovo nome: Tellinapellucida Brocchi, 1814 ed Erycina renieri Bronn, 1831 Philippi (1836, tav. 1 fig. 6) figura una E. renieri, segnalandola a Palermo, Siracusa e Lago Fusaro. L'Autore afferma che la descrizione e figura della T. pellucida di Brocchi male rappresenta questa specie. In pratica la "forma" disegnata da Brocchi è diversa da quella disegnata da Philippi. Monterosato (1884) ritiene che il nome A. alba sia applicabile solo alla specie atlantica, mentre in Mediterraneo c'è la A. renierii. B.D.D. considerano A. renieri ed A. occitanica varietà di A. alba, ma le loro osservazioni e figure sono piuttosto confuse. Parenzan (1974) dice che A. alba è una specie molto variabile e si rinvengono tutte le forme di passaggio tra le varietà descritte. Osservazioni Negli esemplari adriatici esaminati sono state trovate tutte le forme intemedie tra la forma "atlantica" (più corta e inflata) e la forma stretta e allungata che si rinviene in Adriatico. Non si sono trovate differenze di rilievo nella cerniera delle varie forme, mentre l'impronta del seno palleale è più stretta e profonda nella forma allungata. Si ritiene che nel Mediterraneo ci sia una sola specie molto variabile. La lucentezza delle valve, che probabilmente ha ispirato il nome "pellucida" è una caratteristica frequente negli esemplari spiaggiati, mentre gli esemplari raccolti viventi sono opachi. Nota tassonomica Il nome di Brocchi è antecedente a quello di Bronn, ma è preoccupato da T pellucida Spengler, 1798. Non si ritiene corretto quanto fatto da Sabelli et. al., 1990 nel considerare T. pellucida sinonimo di A. alba, in quanto il nome proposto da Brocchi intendeva sostituire T. apelina. Poiché né Philippi né Brocchi dicono di avere esaminato il tipo di T. apelina di Renier, resta il dubbio su cosa sia veramente la specie di Renier. Abra prismatica (Montagu, 1808) = A. fragilis Risso, 1826 Monterosato (1884) considera A. prismatica specie esclusivamente atlantica e usa il binomio A. fragilis per la specie mediterranea. B.D.D. considerano A. fragilis una varietà più solida e meno rostrata, vivente esclusivamente nel Mediterraneo. Confrontando gli esemplari mediterranei con il disegno di Tebble (pag. 152 figg. 78 c,d) si nota che gli esemplari mediterranei esaminati hanno la parte posteriore più allungata e appuntita. Non è stato possibile esaminare esemplari atlantici per confronto. Parenzan (1974) illustra esemplari con una notevole variabilità. La sua fig. 315 d lascia qualche dubbio sulla determinazione, ma come affermato dall'Autore è ricavato da Grossu. Abra tenuis (Monta2u1 1803) = Erycina trigona Brusina, 1865 fide MTS (1884) "ex tipo" = Erycina bielzi Brusina, 1865 fide MTS (1884) "ex tipo" Abra segmentum (Recluz1 1843) = Erycina ovata Philippi, 1836 = Scrobicularia fabula Brusina, 1865 Il disegno originale di Philippi mostra un profilo rostrato posteriormente. Esiste anche una varietà subrostrata Fischer, 1867 descritta per il sud della Francia, che è meno rostrata. Questa varietà era stata prima considerata da Fischer specie valida e denominata Syndosmya caillaudi ma mai pubblicata. Fischer indica anche una var. brevis e una var. incrassata. La Scrobicularia fabula di Brusina è basata su un esemplare largo circa 13 mm, che l'Autore descrive come: "ovato-triangolare... quasi equilaterale ", per cui dovrebbe trattarsi della var. subrostrata. Nel lago di Lesina (Gargano) è stata rinvenuta una forma sub-triangolare, piuttosto equilaterale, che potrebbe riferirsi alla var. brevis. In varie altre località dell'Adriatico sono state rinvenute forme più o meno rostrate. Interessante notare che a Marina Romea (RA) si rinvengono insieme la forma tozza e la forma rostrata. |