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I GENERI ANOMIA E PODODESMUS in Mediterraneo A cura di Pasquale Micali
DOCUMENTIFORLI’ 18/04/04 NOTA SUI GENERI Anomia
e Pododesmus RIUNIONE DEL GRUPPO MALACOLOGICO ROMAGNOLO (FORLI'. 18/4/2004) A cura di P. Micali ELENCO DELLE SPECIE CITATE NEL CATALOGO
"CHIARELLI" Anomia ephippium Linné,1758 Pododesmus (Heteranomia)
squamula (Linné,1758)
NOTA 1 Pododesmus (Monia) aculeatus (Müller
O.F.,1776) Pododesmus (Monia)
glaucus (Monterosato,1884) NOTA 2 Pododesmus (Monia) patelliformis (Linné,1758)
Pododesmus (Monia)
squama (Gmelin,1791) NOTA 1: qui considerata varietà di A. ephippium NOTA 2: qui considerata sinonimo di P. patelliformis Chiave di
determinazione generica - tre impronte muscolari (una grande e due piccole): Anomia - due impronte muscolari (una grande e una piccola): Pododesmus Genere Anomia
L’ Anomia ehippium è una specie ben nota e conosciuta, di forma
molto variabile, come dimostrano le molte varietà presenti in letteratura. La
variabilità deriva dalla capacità di questa specie (che è epibionte
sessile) di crescere sia su superfici lisce che irregolari, in condizioni di
scarso idrodinamismo o in ambienti esposti al moto
ondoso. Si tratteranno pertanto le più caratteristiche “varietà”, in quanto
riflettono i vari modi di vita. Anomia ephippium var. membranacea
Lamarck, 1819 Forma discoidale appiattita, sottile. Valva superiore con finissime strie di accrescimento o rugosità concentriche. Colorazione giallastra (B.D.D. dicono “bianca o leggermente violetta”). Si fissa ad oggetti lisci e può raggiungere dimensioni notevoli. Anomia ephippium var. aspera Philippi, 1844 = ? var. saxicola
MTS, 1915 = ? A. cladocorae Parenzan, 1974 Vive su sassi e conchiglie, di cui riproduce la
forma. Valva superiore ispessita, variamente ornata di coste radiali, con
squame più o meno sviluppate. Il margine è talvolta digitato. Esemplari viventi
sui massi frangiflutti presentano valva superiore di notevole spessore. A questa varietà è riferibile probabilmente anche la
A. cladocorae Parenzan,
1974. Anomia ephippium var. squamula
Linnè, 1758 Considerata da B.D.D. e Monterosato varietà di A.
ephippium. Secondo B.D.D. è una forma di piccola taglia,
sottile, a superfice liscia e colorazione biancastra,
che si rinviene su substrati lisci. Monterosato (1915) la definisce:”Tenue, liscia,
piccola .. e pellucida. Si rinviene su conchiglie piane in numerose colonie
piuttosto profonde”. Sono stati esaminati alcuni esemplari atlantici, che
corrispondono all’interpretazione di B.D.D., ma non di Forbes&Hanley,
che la disegnano subcircolare e molto sottile. Genere Pododesmus
Anche i rappresentanti di questo genere hanno forma
molto variabile. La variabilità deriva dalla capacità di crescere su superfici
lisce od irregolari (es. rocce, conchiglie o concrezioni) e di riprodurre
(anche in modo particolareggiato) la forma del substrato. Generalmente i Pododesmus vivono oltre i 10 m di profondità.
Pododesmus aculeatus Specie di piccole dimensioni (poco oltre 1 cm), ornata da file radiali di lamelle appuntite. Vive in profondità. Pododesmus patelliformis = ? P. glaucus
(Monterosato, 1884) Forma caratterizzata dalla presenza di coste radiali più o meno sviluppate e regolari. Gli esemplari esaminati presentano una notevole variabilità: la forma tipica ha forti coste radiali, ma ci sono esemplari che presentano la parte iniziale ornata solo da lamelle concentriche e solo verso il margine iniziano le coste radiali. Ci sono esemplari che non presentano coste radiali, ma solo lamelle concentriche. Questa forma liscia, che corrisponde alla descrizione e figura di P. glaucus, sembra essere acquisita dagli esemplari cresciuti su substrati lisci, infatti Monterosato la segnala sulle Pinna. In B.D.D. P. glaucus è considerata varietà di P. patelliformis. L’unica rappresentazione è in B.D.D. La sinonimia viene suggerita dall’osservazione che gli esemplari piatti sono ornati solo scultura concentrica, mentre le coste appaiono solo verso il bordo. E’ pertanto possibile che P. glaucus sia basato su forme di profondità o di ambienti molto riparati, privi completamente di coste radiali. Gli esemplari cresciuti su substrati irregolari presentano forma irregolare, valva superiore ispessita e con scultura grossolana ed irregolare. Esemplari di questo tipo da Isola di Panarea, –70m, che presentano spinulosità. La colorazione verdastra verso l’umbone si nota in quasi tutti gli esemplari esaminati. Pododesmus squama Specie dubbia, segnalata solo in Atlantico e nel mare di Alboran. SPECIE DUBBIE (FORSE VALIDE)Poiché sono stati rinvenuti esemplari che sembrano
corrispondere a specie considerate sinonimi di altre, ma sembrano esserci delle
caratteristiche peculiari per cui potrebbe trattarsi di specie valide, si
ritiene utile parlarne allo scopo di invitare il lettore a riguardare gli esemplari
in collezione. Pododesmus cf. margaritacea
(Poli, 1795) Specie così descritta da Monterosato (1915): “Forma
piccola ma solida relativamente, pellucida, incolore, liscia, da non confondere
con l’A. squamula, ch’é più tenue e
trasparente. Si trova all’interno delle vecchie conchiglie, gregaria”.
Ovviamente si distingue da A. squamula
anche per l’impronta muscolare. Considerata da B.D.D. varietà liscia di P. patelliformis. Esaminato un esemplare, rinvenuto ad Acitrezza (CT)
dentro un Chlamys (coll. Micali) e un
esemplare dall’Adriatico settentrionale (coll. Barzocchi),
diametro massimo circa 12 mm. Questa forma è ben separabile dalle altre specie
per la superfice liscia, e dalle forme lisce di A.
ephippium per le diverse impronte muscolari. Operculella operculata
Monterosato,
1915 ??????? Per le caratteristiche di questo genere e questa
specie si veda il lavoro di Monterosato. E’ indicata come vivente sul Pecten
opercularis. Sono stati esaminati due esemplari provenienti dai
pescherecci di Rimini (coll. Bazzocchi), aventi
diametro massimo di circa 10 mm, e forma tale da ritenere che fossero fissati a
valve di P. opercularis. Si tratta di esemplari a valve molto sottili, di
colore bianco, con valva superiore molto convessa e forma che riproduce quella
di P. opercularis. Le impronte non sono ben
visibili, per cui non è possibile sapere se sono due o tre. Così come indicato
da Monterosato sembra che manchi il cardine, ma trattandosi di esemplari di
piccole dimensioni, a valve unite, non è stato possibile studiare questo
carattere. |